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	<title>www.beniculturali.info &#187; venezia 72</title>
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		<title>72a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica &#8211; Venezia 2015</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 20:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro De Gregori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Terza Puntata: Anatomia di un Palmarès di Filippo Zoratti Mettiamola così: solo il tempo – forse – saprà dirci se il trionfo dell&#8217;America Latina alla 72a Mostra del Cinema di Venezia sia stata una scelta lungimirante o scandalosa. Solo il tempo, e una riflessione a mente fredda, potrà dare senso ad un colpo di teatro [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" alt="" src="http://nuovocinemalocatelli.com/wp-content/uploads/2015/09/26914-Red_Carpet_-_Awards_Ceremony_-_Golden_Lion_for_Best_Film_-_L._Vigas_-____la_Biennale_di_Venezia_-_Foto_ASAC__4_-700x466.jpg" width="535" height="356" /></p>
<h1>Terza Puntata: Anatomia di un Palmarès</h1>
<address>di Filippo Zoratti</address>
<p>Mettiamola così: solo il tempo – forse – saprà dirci se il trionfo dell&#8217;America Latina alla 72a Mostra del Cinema di Venezia sia stata una scelta lungimirante o scandalosa. Solo il tempo, e una riflessione a mente fredda, potrà dare senso ad un colpo di teatro che di primo acchito è parso a tutti straordinariamente folle e fuori misura. Il direttore Barbera, ad inizio festival, lo aveva anche annunciato: le vere sorprese della selezione sarebbero state le opere provenienti dal Sudamerica, in quanto artefici del cinema più interessante in circolazione. È vero, ma mai avremmo neanche lontanamente sospettato che un presidente di giuria messicano (l&#8217;Alfonso Cuarón di “Gravity”) potesse piazzare ai posti più alti del podio una pellicola venezuelana e una argentina. Due lavori – “Desde allá” di Lorenzo Vigas e “El Clan” di Pablo Trapero – che al momento è davvero difficile giudicare per il loro reale valore, estrapolandoli cioè dal contesto in cui sono emersi.<br />
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<p>&nbsp;<br />
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Il pubblico festivaliero (giornalisti, addetti ai lavori, studenti di cinema e appassionati) che ha gridato al golpe ha però la memoria breve, perché la storia della Mostra è costellata di campanilismi: senza allontanarci troppo basti pensare a Zhang Yimou che nel 2007 premia “Lussuria – Seduzione e tradimento” di Ang Lee, a Quentin Tarantino che nel 2009 impone “Somewhere” della sua ex compagna Sofia Coppola e a Bernardo Bertolucci che nel 2013 incensa il documentario “Sacro GRA” di Gianfranco Rosi. Tutti i pronostici dovrebbero tenere conto che a sentenziare sui film in gara non è un gruppo di esseri umani angelicamente super partes (che non esiste), ma un manipolo di professionisti emotivamente o amichevolmente coinvolti. Il mosaico del palmarès veneziano sembra oltretutto composto da altri passaggi obbligati, che a volte muta nel corso degli anni – l&#8217;era Müller con il suo codazzo di Leoni asiatici – e altre volte permane granitico con lo scorrere dei lustri: se la selezione dei film italiani ad esempio è di bassa o controversa qualità, inevitabilmente una gratifica arriverà da un premio collaterale (in particolar modo dalle Coppe Volpi, fermo restando che il riconoscimento di quest&#8217;anno a Valeria Golino per “Per amor vostro” è inattaccabile); se in concorso ci sono grandi cineasti ancora orfani di Orsi, Palme o felinidi nelle loro bacheche, è altamente probabile che prima o poi verranno giustamente o meno risarciti. In questo caso vige quasi una logica di “prelazione”: il festival che per primo consacra il wannabe Maestro della Settima Arte sa che poi quell&#8217;autore sarà portato ad avere un occhio di riguardo verso la kermesse che lo ha imposto all&#8217;attenzione mondiale. A Venezia, nelle ultime edizioni, è successo così per Sokurov con “Faust”, per Kim Ki-duk con “Pietà”, per Roy Andersson con il suo “Piccione seduto su un ramo”. E abbiamo logicamente pensato che potesse accadere lo stesso anche stavolta, consci della qualità di opere quali “Rabin, the Last Day” di Amos Gitai e “11 Minutes” di Jerzy Skolimovski. Ci siamo totalmente sbagliati o, meglio, la giuria ha stupito tutti, incoronando una insospettabile opera prima e un solido thriller tratto da una storia vera. Non è dato sapere – come dicevamo prima – se si tratti di colpo di genio o di vergognoso tonfo, ma per ora ci si potrebbe accontentare di una vaga speranza: a dispetto della regola che vuole i premiati della Mostra putualmente ignorati dal pubblico in sala, il trio “Desde allá” &#8211; “El Clan” &#8211; “Anomalisa” (Gran Premio della Giuria) potrebbe segnare una clamorosa inversione di tendenza. Offrendo nuovo credito ad una delle classifiche più odiate degli ultimi anni.</p>
<p>Filippo Zoratti</p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>I PREMI UFFICIALI DI VENEZIA 72</h1>
<h4><strong>Leone d&#8217;Oro</strong> per il miglior film a “<strong><em>Desde allá</em></strong>” di Lorenzo Vigas</h4>
<h4><strong>Leone d&#8217;Argento</strong> per la migliore regia a “<em><strong>El Clan</strong></em>” di Pablo Trapero</h4>
<h4><strong>Gran Premio della Giuria</strong> a “<strong><em>Anomalisa</em></strong>” di Charlie Kaufman e Duke Johnson</h4>
<h4><strong>Premio Speciale della Giuria</strong> a “<em><strong>Abluka (Frenzy)</strong></em>” di Emin Alper</h4>
<h4><strong>Coppa Volpi femminile</strong> a <strong><em>Valeria Golino</em></strong> per “Per amor vostro”</h4>
<h4><strong>Coppa Volpi maschile</strong> a <em><strong>Fabrice Luchini</strong></em> per “L&#8217;hermine”</h4>
<h4><strong>Premio Marcello Mastroianni</strong> (attore emergente) a <strong><em>Abraham Attah</em> </strong>per “Beasts of No Nation”</h4>
<h4><strong>Premio per la migliore sceneggiatura</strong> a “<em><strong>L&#8217;hermine</strong></em>” di Christian Vincent</h4>
<h4><strong>Leone del Futuro</strong> – Premio Opera Prima a “<em><strong>The Childhood of a Leader</strong></em>” di Brady Corbet</h4>
<h4><strong>Leone d&#8217;Oro alla carriera</strong> a <em><strong>Bertrand Tavernier</strong></em></h4>
<h4><strong>Premio Orizzonti</strong> per il miglior film a “<em><strong>Free in Deed</strong></em>” di Jake Mahaffy</h4>
<h4><strong>Premio Settimana della Critica</strong> a “<em><strong>Tanna</strong></em>” di Martin Butler e Bentley Dean</h4>
<h4><strong>Premio Giornate degli Autori</strong> a “<em><strong>Early Winter</strong></em>” di Michael Rowe</h4>
<h4></h4>
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		<title>72a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – Venezia 2015</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 19:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro De Gregori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[mostra cinema venezia]]></category>
		<category><![CDATA[venezia 72]]></category>

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		<description><![CDATA[Leone d’Oro al venezuelano &#8220;Desde allà&#8221; Alla 72a Mostra del Cinema di Venezia   vince il Leone d’Oro il film venezuelano  Desde allà &#8211; Da lontano,  diretto da Lorenzo Vigas. Questo film racconta la storia di un  tormentato rapporto omosessuale tra un uomo di mezza età (Alfredo Castro) e un giovane teppista (Luis Silva) di Caracas. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2015/09/WP_20150912_003.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-263" alt="WP_20150912_003" src="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2015/09/WP_20150912_003-300x168.jpg" width="539" height="300" /></a></p>
<h1>Leone d’Oro al venezuelano &#8220;Desde allà&#8221;</h1>
<p>Alla 72a Mostra del Cinema di Venezia   vince il Leone d’Oro il film venezuelano  <a href="http://www.imdb.com/title/tt4721400/" target="_blank"><strong>Desde allà &#8211; Da lontano</strong></a>,  diretto da Lorenzo Vigas. Questo film racconta la storia di un  tormentato rapporto omosessuale tra un uomo di mezza età (Alfredo Castro) e un giovane teppista (Luis Silva) di Caracas. il film è stato preferito dalla giuria ai concorrenti dati per favoriti come Gitai e Sokurov. Il regista <a href="http://www.imdb.com/name/nm1729237/" target="_blank">Lorenzo  Vigas</a> ringrazia e lascia il palco gridando “Viva Venezuela”.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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