<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>www.beniculturali.info &#187; Libri</title>
	<atom:link href="https://www.beniculturali.info/category/libri/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.beniculturali.info</link>
	<description>Un nuovo sito targato WordPress</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Mar 2026 11:28:10 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>La casa editrice Mimesis pubblica un saggio sul cinema francese degli anni &#8217;40</title>
		<link>https://www.beniculturali.info/la-casa-editrice-mimesis-pummbica-un-saggio-sul-cinema-francese-degli-anni-quaranta/</link>
		<comments>https://www.beniculturali.info/la-casa-editrice-mimesis-pummbica-un-saggio-sul-cinema-francese-degli-anni-quaranta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Apr 2018 16:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro De Gregori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema francese]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Zoratti]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[vichy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.beniculturali.info/?p=551</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Il cinema francese negli anni di Vichy &#160; Il 17 giugno 1940 il maresciallo Pétain annunciò alla radio che il governo da lui formato avrebbe chiesto un armistizio alla Germania. La Francia fu divisa e il regime di Vichy iniziò a operare discriminazioni politiche e civili e a collaborare con l’occupante. Avanzava sotto diverse [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2018/04/cinema-francese-ai-tempi-di-vichy.jpg"><img class="size-large wp-image-552 alignnone" alt="cinema-francese-ai-tempi-di-vichy" src="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2018/04/cinema-francese-ai-tempi-di-vichy-663x1024.jpg" width="215" height="332" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1>Il cinema francese negli anni di Vichy</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 17 giugno 1940 il maresciallo Pétain annunciò alla radio che il governo da lui formato avrebbe chiesto un armistizio alla Germania. La Francia fu divisa e il regime di Vichy iniziò a operare discriminazioni politiche e civili e a collaborare con l’occupante. Avanzava sotto diverse forme la risposta alla “decadenza” della Francia repubblicana: la “rivoluzione nazionale”, e con essa una ristrutturazione del cinema nazionale, parte di una più ampia operazione di colonialismo economico condotta dalla Germania nazionalsocialista. Tra il 1940 e il 1944 l’industria del cinema francese produsse duecentoventi lungometraggi di finzione: commedie leggere, adattamenti letterari, melodrammi, polizieschi, ambientazioni storiche e fantastiche. Il pubblico si recò al cinema con continuità, premiando i film francesi: un paradosso che rispondeva a un “bisogno esistenziale di scuotersi da dosso la realtà quotidiana e l’umiliazione”.<br />
Il saggio iniziale ricostruisce il contesto produttivo e culturale del cinema francese del periodo, mentre le schede filmografiche che lo accompagnano restituiscono al lettore la sua ricca e sorprendente varietà: un’ampia selezione di opere e autori che rende conto della “curiosa età dell’oro” vissuta dal cinema francese durante il periodo di Vichy, contraddistinta dall’oscillazione tra il collaborazionismo e la resistenza, tra l’Occupazione e la Liberazione.</p>
<h4 itemprop="author"></h4>
<p>&nbsp;</p>
<h4 itemprop="author">dati pubblicazione:</h4>
<h2 itemprop="author">Simone Venturini</h2>
<h1>Il cinema francese negli anni di Vichy</h1>
<h3 itemprop="publisher">Mimesis</h3>
<p>Sesto San Giovanni; br., pp. 204.<br />
(Mimesis-Cinema. 57).</p>
<p><strong>ISBN</strong>: 88-575-4361-7 &#8211; <strong>EAN</strong>: 9788857543611</p>
<p><strong>Simone Venturini</strong> è Professore Associato presso l’Università di Udine. Si occupa di storia e teoria degli archivi cinematografici, archeologia dei media, storia tecnologica, economica e culturale del cinema. È nel comitato scientifico di <em>L’Avventura</em> e nel comitato direttivo di <em>Immagine</em>. È direttore scientifico della Collana <em>Plexus</em>. Pubblica su riviste quali <em>Journal of Film Preservation, Bianco e Nero, Cinéma &amp; Cie, Cinergie, Immagine</em>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.beniculturali.info/la-casa-editrice-mimesis-pummbica-un-saggio-sul-cinema-francese-degli-anni-quaranta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>36° Premio “Sergio Amidei”</title>
		<link>https://www.beniculturali.info/36-premio-sergio-amidei/</link>
		<comments>https://www.beniculturali.info/36-premio-sergio-amidei/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Jul 2017 23:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro De Gregori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Zoratti]]></category>
		<category><![CDATA[filmmaker]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Amidei]]></category>
		<category><![CDATA[sceneggiatura]]></category>
		<category><![CDATA[videomaker]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.beniculturali.info/?p=473</guid>
		<description><![CDATA[Amidei 2017 La scrittura, prima di tutto di Filippo Zoratti   Da ormai quasi 40 anni il Premio “Sergio Amidei” di Gorizia indaga il mondo della Settima Arte attraverso l&#8217;osservatorio privilegiato della scrittura. Il nume tutelare Amidei – sceneggiatore fra gli altri per Rossellini, De Sica e Scola – guida come un faro, anno per [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2017/07/parco_coronini.jpg"><img class="size-medium wp-image-474 alignnone" alt="parco_coronini" src="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2017/07/parco_coronini-300x225.jpg" width="508" height="381" /></a></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="font-size: x-large;"><b><span style="font-size: xx-large;">Amidei 2017</span></b></span><span style="font-size: x-large;"><br />
</span><span style="font-size: xx-large;"><b>La scrittura, prima di tutto</b></span></p>
<address style="text-align: left;">di Filippo Zoratti</address>
<address style="text-align: left;"> </address>
<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">Da ormai quasi 40 anni il Premio “Sergio Amidei” di Gorizia indaga il mondo della Settima Arte attraverso l&#8217;osservatorio privilegiato della scrittura. Il nume tutelare Amidei – sceneggiatore fra gli altri per Rossellini, De Sica e Scola – guida come un faro, anno per anno,</span></p>
<div id="attachment_475" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2017/07/cuori_puri.jpg"><img class="size-medium wp-image-475" alt="Cuori Puri" src="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2017/07/cuori_puri-300x168.jpg" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Cuori Puri</p></div>
<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">le scelte dei curatori, attraverso programmi più pop destinati al grande pubblico e sezioni più sotterranee e articolate. Così, se il fiore all&#8217;occhiello resta sempre il ciclo di proiezioni serali al parco Coronini-Cronberg (sette titoli in gara per il Premio Internazionale alla Migliore Sceneggiatura, i più meritevoli durante l&#8217;anno appena passato, con un occhio di riguardo alle produzioni italiane), è nelle sezioni collaterali proposte al Kinemax che si aprono percorsi imprevisti più apertamente cinefili. È una necessità che si fa virtù, considerando la retrospettività della manifestazione: tutto ciò che viene proposto all&#8217;Amidei è già stato in qualche modo distribuito, al cinema o attraverso altri canali. La nostra attenzione quest&#8217;anno si è in particolar modo orientata verso lo “Spazio Off”, categoria umbratile capace di affrontare di volta in volta i vari volti del cinema underground, e verso “Arcipelago”, tema votato alla creazione di un immaginifico ponte tra le isole del nostro Stivale. Dopo il cinema indie americano, l&#8217;indagine sull&#8217;outsider Tonino De Bernardi e l&#8217;immersione nella produzione horror italiana, lo “Spazio Off” curato da Roy Menarini ha</span></p>
<div id="attachment_476" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2017/07/la_tenerezza.jpg"><img class="size-medium wp-image-476" alt="La tenerezza" src="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2017/07/la_tenerezza-300x208.jpg" width="300" height="208" /></a><p class="wp-caption-text">La tenerezza</p></div>
<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">fatto breccia con un pugno di titoli recenti che indagano la religiosità: “Cuori puri”, esordio alla regia di Roberto De Paolis e colpo di fulmine della selezione; i veneziani “Liberami” e “Indivisibili”, passati entrambi – appunto – a Venezia 73; “Uomini proibiti”, documentario di inchiesta di Angelita Fiore che affronta lo “scabroso” tema dei preti che rinunciano ai propri privilegi per crearsi una famiglia. Meno immediato l&#8217;aggancio con l&#8217;“Arcipelago” costruito da Andrea Mariani, ma non meno soddisfacente, grazie alla riscoperta di un gruppo di pellicole ingiustamente dimenticate: da “Il grido della terra” di Coletti ad “Agostino” di Bolognini, fino al recente “L&#8217;attesa” di Piero Messina. Di scrittura hanno poi ovviamente parlato anche i tre ospiti principali dell&#8217;edizione: Silvio Soldini, che ritirando il Premio all&#8217;Opera d&#8217;Autore ha annunciato l&#8217;uscita di un suo nuovo film a settembre (sarà in</span></p>
<div id="attachment_477" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2017/07/memorie_di_un_cinefilo.jpg"><img class="size-medium wp-image-477" alt="Memorie di un cinefilo" src="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2017/07/memorie_di_un_cinefilo-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Memorie di un cinefilo</p></div>
<p align="LEFT"><span style="font-size: large;">concorso a Venezia?); Francesco Bruni, cicerone del Premio alla Cultura Cinematografica andato quest&#8217;anno ai ragazzi del cinema America di Roma e alla loro strenua lotta per il recupero delle sale di quartiere; l&#8217;autoironico Gianni Amelio, vincitore del Premio Amidei 2017 con “La tenerezza”, ottenuto secondo lui “per sfinimento”. Un paniere ricco, come ogni anno, anche se mancante di un tassello importantissimo: la presenza di Nereo Battello, Presidente dell&#8217;Associazione culturale “Sergio Amidei”, venuto a mancare a febbraio di quest&#8217;anno. Un amico e amante della Settima Arte, cui poco più di un anno fa era stato dedicato il volume “Memorie di un cinefilo”, approfondito sunto – in forma di intervista e di recupero della sua produzione critica – di una vita dedicata con passione allo studio del cinema. Un personaggio che mancherà a Gorizia, al Premio Amidei e in generale alla cultura nazionale.</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: large;">Filippo Zoratti</span></p>
<p align="RIGHT">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.beniculturali.info/36-premio-sergio-amidei/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Torviscosa: esemplarità di un progetto / A cura di Enrico Biasin, Raffaella Canci e Stefano Perulli</title>
		<link>https://www.beniculturali.info/torviscosa-esemplarita-di-un-progetto-a-cura-di-enrico-biasin-raffaella-canci-e-stefano-perulli/</link>
		<comments>https://www.beniculturali.info/torviscosa-esemplarita-di-un-progetto-a-cura-di-enrico-biasin-raffaella-canci-e-stefano-perulli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2013 00:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro De Gregori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.beniculturali.info/?p=96</guid>
		<description><![CDATA[Torviscosa: esemplarità di un progetto Atti del Convegno di studi, Udine, 18 aprile 2003 A cura di Enrico Biasin, Raffaella Canci e Stefano Perulli Forum Editrice La città di Torviscosa è il risultato di un progetto, realizzato, pensato e propagandato dal regime fascista nell&#8217;ambito della politica agraria e del corporativismo sociale intesi come pietre angolari [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" alt="" src="http://www.forumeditrice.it/percorsi/arte/e-inoltre/torviscosa-esemplarita-di-un-progetto/copertina_mini" width="124" height="148" /></p>
<h1>Torviscosa: esemplarità di un progetto</h1>
<p>Atti del Convegno di studi, Udine, 18 aprile 2003<br />
A cura di Enrico Biasin, Raffaella Canci e Stefano Perulli</p>
<p><a title="Forum - Torviscosa: esemplarità di un progetto" href="http://www.forumeditrice.it/percorsi/arte/e-inoltre/torviscosa-esemplarita-di-un-progetto" target="_blank">Forum Editrice</a></p>
<p>La città di Torviscosa è il risultato di un progetto, realizzato, pensato e propagandato dal regime fascista nell&#8217;ambito della politica agraria e del corporativismo sociale intesi come pietre angolari del nuovo ordine mussoliniano. La pubblicazione mira, da un lato, a portare alla luce le motivazioni profonde relative all&#8217;edificazione in terra friulana di una ennesima &#8216;città di fondazione&#8217; e, dall&#8217;altro, a dare conto dell&#8217;immagine di un agglomerato urbano in cui si coagulano in maniera indistinta storia e memoria, vissuti collettivi e sentimenti autarchici. Da una simile prospettiva di studio emerge la necessità di rileggere in modo critico la vicenda di Torviscosa, auspicando l&#8217;utilizzazione di strumenti interpretativi attraverso i quali abbinare, in modo coerente e fecondo, l&#8217;analisi delle fonti &#8216;scritte&#8217; con l&#8217;esame di testi visivi e audiovisivi (immagini fotografiche e film), la cui evidenza e pregnanza si prestano a molteplici momenti di verifica e di comparazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.beniculturali.info/torviscosa-esemplarita-di-un-progetto-a-cura-di-enrico-biasin-raffaella-canci-e-stefano-perulli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il film etnografico in Italia / di Francesco Marano</title>
		<link>https://www.beniculturali.info/il-film-etnografico-in-italia-di-francesco-marano/</link>
		<comments>https://www.beniculturali.info/il-film-etnografico-in-italia-di-francesco-marano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2013 00:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro De Gregori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.beniculturali.info/?p=93</guid>
		<description><![CDATA[Francesco Marano Il film etnografico in Italia 2007, Edizioni di Pagina Nel solco di una rinascita dell’interesse verso il film etnografico e l’antropologia visuale, il volume presenta una ricostruzione dei rapporti fra etnografia e film in Italia, così come si sono sviluppati nel corso del tempo dentro e fuori l’accademia. Dopo aver segnalato quelli che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" alt="" src="http://www.paginasc.it/prodotti/gestione/foto/9788874700462.jpg" /></p>
<h3>Francesco Marano</h3>
<h3>Il film etnografico in Italia<br />
2007, <a href="http://www.paginasc.it/">Edizioni di Pagina</a></h3>
<p>Nel solco di una rinascita dell’interesse verso il film etnografico e l’antropologia visuale, il volume presenta una ricostruzione dei rapporti fra etnografia e film in Italia, così come si sono sviluppati nel corso del tempo dentro e fuori l’accademia. Dopo aver segnalato quelli che di volta in volta sono stati considerati antecedenti o tentativi pionieristici, l’autore descrive la stagione “demartiniana”, le iniziative legate alla figura di Diego Carpitella e quelle promosse dalla televisione, da istituzioni e centri di ricerca, per arrivare fino ai giorni nostri. Percorrendo la storia del film etnografico in Italia, l’autore presenta i maggiori contributi teorici prodotti all’interno della riflessione sull’antropologia visuale e il film etnografico, segnala autori e opere, e individua gli elementi che hanno determinato la retorica visiva e l’approccio etnografico nel corso delle diverse fasi storiche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.beniculturali.info/il-film-etnografico-in-italia-di-francesco-marano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ugo Pellis. Un fotografo in movimento / a cura di Stefano Perulli</title>
		<link>https://www.beniculturali.info/ugo-pellis-un-fotografo-in-movimento-a-cura-di-stefano-perulli/</link>
		<comments>https://www.beniculturali.info/ugo-pellis-un-fotografo-in-movimento-a-cura-di-stefano-perulli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2013 23:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro De Gregori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.beniculturali.info/?p=88</guid>
		<description><![CDATA[Ugo Pellis. Un fotografo in movimento / a cura di Stefano Perulli. &#8211; Udine Società filologica friulana 2008 Volume che presenta e valorizza l&#8217;importante fondo fotografico di Ugo Pellis, un patrimonio di oltre 7 mila negativi che viene ora reso accessibile non solo alla comunità degli studiosi di cose linguistiche e antropologiche, ma a tutta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><b>Ugo Pellis. Un fotografo in movimento</b></h2>
<table class="TBLINTFORMDOC" style="width: 340px; height: 56px;" border="0" cellspacing="0" cellpadding="2">
<tbody>
<tr valign="top">
<td class="TDM12" colspan="2">
<h3>/ a cura di Stefano Perulli. &#8211; Udine<br />
<a href="http://www.filologicafriulana.it/">Società filologica friulana</a><br />
2008</h3>
<h2><b><a href="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2013/06/41mRRWqZ63L._SX198_BO1204203200_QL40_.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-633" alt="41mrrwqz63l-_sx198_bo1204203200_ql40_" src="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2013/06/41mRRWqZ63L._SX198_BO1204203200_QL40_-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></b></h2>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Volume che presenta e valorizza l&#8217;importante fondo fotografico di Ugo Pellis, un patrimonio di oltre 7 mila negativi che viene ora reso accessibile non solo alla comunità degli studiosi di cose linguistiche e antropologiche, ma a tutta la popolazione. Il volume, che accompagna il lavoro di catalogazione informatica del fondo, offre una interpretazione completa dell&#8217;attività di Ugo Pellis come fotografo di cose, di uomini e di paesaggi. Negli occhi, negli sguardi delle persone ritratte, negli attrezzi e nei paesi fissati sulle lastre e sulle pellicole vive l&#8217;immagine di un&#8217;Italia rurale, protoindustriale, ormai scomparsa e di cui questo fondo fotografico è memoria e testimonianza viva. Un fotografo con la sensibilità dell&#8217;atropologo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.beniculturali.info/ugo-pellis-un-fotografo-in-movimento-a-cura-di-stefano-perulli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Immagini in opera. Nuove vie in antropologia dell&#8217;arte</title>
		<link>https://www.beniculturali.info/immagini-in-opera-nuove-vie-in-antropologia-dellarte/</link>
		<comments>https://www.beniculturali.info/immagini-in-opera-nuove-vie-in-antropologia-dellarte/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 09:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro De Gregori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.beniculturali.info/?p=51</guid>
		<description><![CDATA[Immagini in opera. Nuove vie in antropologia dell&#8217;arte a cura di Maria Luisa Ciminelli 2007, Liguori editore Introduzione di Maria Luisa Ciminelli Trash. Segni domestici della transizione di Donatella Cozzi La prova del fuoco. Tecniche e significati di una tradizione ceramica contemporanea (Babessi, Camerun) di Silvia Forni Giovani lupi dalle lunghe zanne. Metamorfosi dell’arte alla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Immagini in opera. Nuove vie in antropologia dell&#8217;arte</h2>
<h3>a cura di Maria Luisa Ciminelli 2007, <a href="http://www.liguori.it">Liguori editore </a></h3>
<p><a href="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2013/06/9788820740993_0_240_0_0.jpg"><img class="size-medium wp-image-409 alignright" alt="9788820740993_0_240_0_0" src="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2013/06/9788820740993_0_240_0_0-197x300.jpg" width="197" height="300" /></a></p>
<ul>
<li>Introduzione di Maria Luisa Ciminelli</li>
<li>Trash. Segni domestici della transizione<br />
di Donatella Cozzi</li>
<li>La prova del fuoco. Tecniche e significati di una tradizione ceramica contemporanea (Babessi, Camerun)<br />
di Silvia Forni</li>
<li>Giovani lupi dalle lunghe zanne. Metamorfosi dell’arte alla chefferie di Bandjoun (Camerum)<br />
di Ivan Bargna</li>
<li>Liberi di variare: il bogolan del Mali rivisitato dagli artisti contemporanei<br />
di Roberta Cafuri</li>
<li>Gelede: sotto il segno della maschera<br />
di Giovanna Parodi da Passano</li>
<li>Pratica e iconografia del disegno su sabbia tra le donne di Balgo (Australia)<br />
di Christine Watson</li>
<li>Il nodo nel Pacifico: immaginare il “corpo politico”<br />
di Susanne Küchler</li>
<li>Topologia dei nodi di Carlo Petronio Il pericoloso incanto<br />
di Mami Wata.</li>
<li>Usi locali e translocali di un’icona globale<br />
di Maria Luisa Ciminelli</li>
<li>Horror Vacui. Arte, spiriti e cognizione nel vodou degli immigrati haitiani a New York<br />
di Francesco Ronzon</li>
<li>La memoria della violenza nel retablo di Ayacucho (Perù)<br />
di Stefania Sebastianis</li>
<li>Il rimpatrio della “Poltach Collection” dei Kwakwaka’waku (Canada)<br />
di Barbara Saunders</li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.beniculturali.info/immagini-in-opera-nuove-vie-in-antropologia-dellarte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Erranze plastiche. Il retablo: antropologia e storia del retablo andino</title>
		<link>https://www.beniculturali.info/erranze-plastiche-il-retablo-antropologia-e-storia-del-retablo-andino/</link>
		<comments>https://www.beniculturali.info/erranze-plastiche-il-retablo-antropologia-e-storia-del-retablo-andino/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 09:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro De Gregori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.beniculturali.info/?p=44</guid>
		<description><![CDATA[Stefania Sebastianis Erranze plastiche. Il retablo: antropologia  e storia del retablo andino 2002, Cisu Si commette un errore quando, rassegnati, si prefigura un destino infausto per l&#8217;arte popolare. Inseguendo il lavoro dei retablisti peruviani e la loro incessante ricerca di adattamento, si incontra la verità Florentino: &#8220;La vera essenza dell&#8217;arte del retablo era (è) quella [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Stefania Sebastianis</strong><br />
<em>Erranze plastiche. Il retablo: antropologia</em></h2>
<h2><em> </em><em>e storia del retablo andino</em></h2>
<p>2002, <a href="http://www.cisu.it/">Cisu</a></p>
<h2></h2>
<p>Si commette un errore quando, rassegnati, si<a href="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2013/06/Erranze_plastich_4abb71a8f0e23.gif"><img class="size-medium wp-image-49 alignright" alt="Erranze_plastich_4abb71a8f0e23" src="http://www.beniculturali.info/wp-content/uploads/2013/06/Erranze_plastich_4abb71a8f0e23-216x300.gif" width="216" height="300" /></a></p>
<p>prefigura un destino infausto per l&#8217;arte popolare. Inseguendo il lavoro dei retablisti peruviani e la loro incessante ricerca di adattamento, si incontra la verità Florentino: &#8220;La vera essenza dell&#8217;arte del retablo<br />
era (è) quella di documentare costantemente una realtà in evoluzione, di rappresentare plasticamente l&#8217;attualità&#8221;. Il volume presenta la storia di un suggestivo oggetto d&#8217;arte popolare e delle famiglie di artigiani che l&#8217;anno inventato e reinventato, facendosi eredi di una complessa combinazione di tradizioni plastiche e simboliche. Dalla sfera sacrale al consumo dell&#8217;etnicità; dai sanmarcos per l&#8217;herranza (l&#8217;antica festa per la marchiatura del bestiame) ai coloratissimi retablos che arrivano fin nei mercati e nelle fiere d&#8217;Europa; dall&#8217;artigianato tradizionale che utilizza ancora i sistemi simbolici precoloniali ai progetti per fare dell&#8217;artesania un settore di sviluppo e di traino dell&#8217;economia peruviana, fino al drammatico dilemma che si presenta oggi all&#8217;artigianato di tradizione: farsi artista, oppure piccola ruota dell&#8217;ingranaggio eterodiretto del mercato turistico che consuma forme di reinvenzione seriali e steriotipate. Di fronte alla richiesta di tipico, di autentico, di originale, ecco il retablo -forma intrinsecamente &#8220;impura&#8221;- a rompere la dicotomia troppo semplicistica tra tradizione e modernità. Così è anche l&#8217;artigiano retablista: &#8220;uomo di mezzo&#8221;, specialista del cambio transculturale, modellatore delle situazioni di contatto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.beniculturali.info/erranze-plastiche-il-retablo-antropologia-e-storia-del-retablo-andino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
